India del Nord: Yoga e meditazione a Rishikesh e le città sacre di Haridwar, Amristar, Varanasi, Bodhgaya

India del nord

Dettagli

Quando: Pasqua 2021
Tipo di viaggio: gruppo, max 12 persone
Guida: in italiano

Il viaggio

Il viaggio che ho immaginato per voi ha una narrazione fortemente spirituale ed emozionale. Partendo da Delhi visiterete le città sacre all’induismo, al buddhismo al sihkkismo, e vivrete l’esperienza davvero unica di yoga e meditazione in uno dei più interessanti Ashram di Rishikesh. Con il treno arriverete a Haridwar, o Porta degli Dei: una delle sette città sacre secondo la mitologia indù, dove si narra che gli dei abbiano lasciato le loro impronte. È dedicata a Vishnu, ed è un luogo dalla forte spiritualità, non solo per la presenza di templi induisti molto importanti ma anche per il gioioso fervore religioso dei suoi frequentatissimi ghat, che ogni sera si illuminano alla luce delle candele e si riempiono di voci di famiglie in preghiera durante la puja serale.

Da qui vi trasferirete alla città tempio di Rishikesh, nell'Ashram, che è il luogo di nascita dello yoga e capitale mondiale dello yoga, casa degli antichi yogi, saggi e veggenti. Soggiornerete per alcuni giorni in un vero paradiso spirituale, adagiato sulle rive sacre della Madre Gange nel grembo dell’Himalaya, con un'atmosfera pura e sacra, immerso in lussureggianti e bellissimi giardini. Parteciperete a lezioni di yoga e meditazione con i più grandi maestri, ognuno col suo ritmo… dai principianti fino agli insegnanti più esperti: tutti qui troveranno nutrimento per l’anima!

Questo viaggio straordinario nella multiforme spiritualità indiana segue a Amristar, con il suo Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità Sikh. Il fondatore Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo. Assisterete alla cerimonia del Palkhi Sahib, che si tiene ogni sera: dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sul trono al canto di inni accompagnati dai tamburi.

Partirete poi per Varanasi (per me personalmente un luogo davvero magico e suggestivo in cui non mi stanco mai di tornare…). Nella città vecchia  i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma riescono comunque a transitare vacche e bufali, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Emotivamente potenti i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti. Percorrerete a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

Raggiungerete poi Bodhgaya,  uno dei quattro più importanti luoghi di pellegrinaggio buddhisti. dove si trovano  l’albero dell’illuminazione del Buddha ed il tempio di Ashoka tra bellissimi Stupa. La storia di questa città è molto famosa: dopo anni di vita ascetica nella foresta il principe Siddharta, ad un passo dalla morte, riconsidera il suo cammino spirituale e dopo aver accettato una ciotola di riso da una giovane donna si siede sotto un albero di Pipal (ficus religiosa ) e giura a se stesso di non alzarsi finché non abbia raggiunto l’illuminazione. Diventò così il Buddha, e l’albero da quel momento fu chiamato Albero della Bodhi. Qui ad ogni ora del giorno e della sera un gran numero di devoti si raccoglie per le proprie pratiche: chi fa le prostrazioni, chi medita, chi recita i mantra, chi studia, chi esegue dei rituali, chi offre il Mandala, chi prega – un insieme molto intenso ma armonico e molto vivo.

In ogni luogo dove vi fermerete potrete godere dei massaggi con oli e profumi per rilassare e nutrire il corpo, oltre la mente…

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